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venerdì 17 maggio 2019

Si conclude la 2^ Conferenza mondiale sulla rivitalizzazione della dieta mediterranea



Intervento del vicepresidente della Regione Siciliana Gaetano Armao, ai lavori conclusivi della Seconda Conferenza Mondiale sulla Rivitalizzazione della Dieta Mediterranea. "Ieri sera, la Giunta regionale di governo ha approvato il protocollo sulla dieta mediterranea e ciò rappresenta un importante segnale che suggella concretamente l'impegno di questa conferenza". Lo ha dichiarato l'assessore all'economia e vicepresidente della Regione Gaetano Armao nel corso del suo intervento ai lavori della Seconda Conferenza Mondiale sulla Rivitalizzazione della Dieta Mediterranea, che si è conclusa oggi a Palermo.
"La produzione e la trasformazione agroalimentare per la Sicilia e per i Paesi del Mediterraneo, rappresentano - ha proseguito l'assessore - una straordinaria leva di sviluppo per l'economia che si muove attorno a questo cruciale settore. Inoltre, sfamare il mondo con la dieta mediterranea, rappresenta il miglior modo possibile. Noi, non solo abbiamo ospitato questo importante evento a Palermo, ma puntiamo sempre ad accrescere il ruolo della Sicilia tra le isole e nel Mediterraneo; infatti nel prossimo mese di ottobre – ha annunciato Armao - avremo l'assemblea della CRPM, ossia la conferenza delle regioni periferiche e marittime, che vedrà la partecipazione di esponenti provenienti da 200 regioni di ogni parte d'Europa e, il coordinamento della commissione isole, sarà affidato proprio alla Sicilia. Quindi si tratterà di una grande sfida di caratura internazionale, volta ad affermare l'idea di centralità del Mediterraneo, della sua storia, della sua cultura e del suo messaggio di pace, ma soprattutto della sua possibilità di poter essere un perno dello sviluppo europeo". Armao ha proseguito spiegando che: "spesso il Mediterraneo viene considerato un confine d'Europa e la Sicilia è questa frontiera europea, ma la frontiera può essere interpretata come luogo di passaggio e dunque di dialogo. Ecco, questo è il senso dell'impegno della Sicilia, e in questa direzione si sta spendendo il presidente della Regione Musumeci insieme a tutto il governo regionale. Il futuro a cui guardare è la Blue Economy, che dovrà aiutarci a dare certezze ai nostri figli, per non indurli a scappare dalla Sicilia, perdendo in questo modo identità e radici. Su questo lavoreremo con responsabilità e convinzione inoltre, iniziative come queste, danno un senso alle prospettive che i nostri giovani ricercano con ansia. Il Mediterraneo - ha concluso Armano - è un luogo di vita, di sviluppo e di cultura e questo deve continuare ad essere".


SECONDA GIORNATA PARTECIPATIVA DEL DIPARTIMENTO PESCA ALLA 2^CONFERENZA MONDIALE DIETA MEDITERRANEA




Seconda giornata di lavori, alla II Conferenza mondiale della Rivitalizzazione della Dieta Mediterranea, che si è tenuta a Palermo presso: il Regio Teatro di Santa Cecilia, la GAM, l'Archivio storico comunale e il Palazzo Comitini.

Il Dipartimento Pesca, della Regione Siciliana, ha affrontato le tematiche del giorno,  unitamente alle organizzazioni mondiali del settore ittico. Preminente il tema sulla sostenibilità marittima e le alternative alla tradizionale pesca, come l’acquacoltura, uno dei principali obiettivi del progetto del dipartimento, SICILIA SEAFOOD
Altro tema principe della II giornata, discusso al Forum “le Due Rive”, Economia blu, economia verde, economia circolare: proposte di partnership per uno sviluppo urbano e costiero, sostenibile, nel Mediterraneo occidentale, presieduto dal Presidente del Distretto Pesca Sicilia, Nino Carlino.

Un ruolo importante, quello del Distretto della Pesca, poiché ingloba tutte le attività della filiera della pesca e che si interfaccia con il mondo scientifico e delle tecnologie, affinché, le risorse del mare, vengano utilizzate al meglio.

“L’economia Blu è tutto ciò che riguarda l’economia del mare” – ha dichiarato Nino Carlino – “la nostra Sicilia, al centro del Mediterraneo, è stata un crocevia di tutti i popoli di questo mare.  Popoli accomunati dall’interesse per il mare.” – “L’acquacoltura è un segmento importante per sopperire alla pesca tradizionale. C’è sicurezza alimentare, in quanto, i sistemi di controllo, in Italia, sono abbastanza frequenti e qualificati”.

L’economia circolare, altro argomento correlato, è stato un elemento aggiuntivo e valoriale, nel corso del Forum.
Cosa rappresenta?
È un’economia autorigenerante, ovvero, un sistema economico pianificato per riciclare i materiali nei cicli produttivi successivi, riducendo, sensibilmente, gli sprechi.

La proposta, sostenuta da Enrico Granara, Ministro plenipotenziario presso la direzione del Ministero Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, sottolinea il ruolo centrale del mare nei processi sostenibili economici, ambientali e sociali del Mediterraneo, soprattutto, nel contesto di una cooperazione e di una “Unione” con i paesi che si affacciano sulla riva sud del Mediterraneo, con cui, il Ministero, ha il compito di mantenere rapporti economici e di cooperazione a livello bilaterale.


Il dirigente generale del Dipartimento della Pesca Mediterranea, Rosolino Greco, ha sottolineato, nel corso dell’intervento, l’importanza di diversi fattori che contribuiscono alla riuscita di un progetto che abbraccia elementi multi e interdisciplinari, che mirano a:
Rosolino Greco
-   Qualità del pescato
-  Valorizzazione del pesce azzurro, impropriamente definito pesce 
   povero, ma altamente qualificato sotto l’aspetto nutrizionale
-       Stagionalità del pescato, onde evitare la pesca selvaggia
-       Rispetto ambientale del mare e salvaguardia da abusi che si 
     sono perpetrati negli anni.
-       Sostegno ai progetti e all’imprese dell’indotto ittico.

Su quest’ultimo punto, ha evidenziato quanto sia importante l’incentivazione dell’attività di acquacoltura, che garantisce pesce sano poiché, controllato da organismi adeguati. Attività alternativa proposta attraverso il progetto del Dipartimento Pesca, SICILIA SEAFOOD.

Da ciò può svilupparsi una sana “Economia Blu- Economia Circolare”, tra i paesi del mediterraneo.

Edy Bandiera
Edy Bandiera, Assessore regionale dell’Agricoltura, dello sviluppo rurale e della Pesca Mediterranea, ha evidenziato l’importanza delle attività della pesca in Sicilia. “È un’attività identitaria che ha radici nel popolo siciliano, che deve essere declinata in chiave moderna attraverso finanziamenti dei Fondi europei e attraverso un DDL che stabilisce l’identità e le tradizioni in chiave turistica – Turismo Azzurro- Vendita diretta del pescato. Una Sicilia che si muova con ottimi obiettivi e non di rottamazione – ha sottolineato l’Assessore – ma di investimenti, da parte dei pescatori, su nuove imbarcazioni per rendere sostenibile l’attività della pesca, attraverso l’uso di attrezzature selettive ed eco-compatibili, e per ammodernare, sempre in chiave sostenibile, le imbarcazioni. Credo in queste strategie, poiché possono incentivare il settore della pesca e garantire un ricambio generazionale, mantenendo le tradizioni".







mercoledì 15 maggio 2019

IL DIPARTIMENTO PESCA DELLA REGIONE SICILIANA ALLA II CONFERENZA MONDIALE DELLA RIVITALIZZAZIONE DELLA DIETA MEDITERRANEA







SICILIA SEAFOOD, alla II Conferenza mondiale della Rivitalizzazione della Dieta Mediterranea, è il progetto presentato dal Dipartimento Pesca, della Regione Siciliana, che si è tenuta oggi, presso il Teatro di Santa Cecilia a Palermo.

Un progetto che mira alla biodiversità e alla sostenibilità alimentare, valorizzando specie ittiche minori, spesso non incluse nei menu quotidiani, nonostante avessero proprietà organolettiche importanti, grazie alle proteine nobili, agli omega 3, punti cardini della Dieta Mediterranea.

A motivo di ciò, professionisti del settore medico, presenti alla conferenza, hanno sostenuto l’importanza del pesce azzurro nella dieta quotidiana, sin dai primi anni di vita, poiché, i principali benefici riconosciuti per la salute e la nutrizione, agiscono nella prevenzione delle malattie croniche e nella riduzione dei costi della salute pubblica e nel miglioramento generale del benessere.

Nel corso della Conferenza, si è registrato un particolare interesse per il settore ittico, da parte dei partecipanti, frutto del lungo e laborioso lavoro svolto dal Dipartimento Pesca, nel corso degli anni, finalizzato a:
-       salvaguardia della biodiversità del pescato del mediterraneo;
-       multifunzionalità nella pesca e incentivazione delle attività dell’acquacoltura in Sicilia;
-       politica socio/economica di coesione e inclusiva;
-       garantire la caratterizzazione e la certificazione dei prodotti, poiché, nel mercato globale, l’identità è la carta vincente.
-       Incentivare le attività di acquacoltura;

Il Progetto Sicilia Seafood si pone una mission che abbraccia anche il settore turistico, in quanto, promuove la “cultura del mare”, in una veste diversa che, sino ad oggi, si è propinata.

La Mission del Dipartimento Pesca

Il Dipartimento Pesca, attraverso gli interventi, ha sostenuto la propria mission che si basa, principalmente, su tre principi:
-       Benefici ambientali
-       Benefici sociali
-       Benefici economici


BENEFICI AMBIENTALI

Ecosostenibilità. A sostegno dell’ecosostenibilità e della salvaguardia delle specie ittiche, il Dipartimento mira ad un razionale impiego delle risorse marine, prevenendo lo sfruttamento di specie ittiche,  favorendo l’uso di sistemi alternativi  a basso impatto ambientale, come ad esempio, allevamenti in acquacoltura basata su mangimi ad alta componente vegetale e senza antibiotici, con i sistemi ecocompatibili con basso utilizzo di mezzi tecnici.
 
Stagionalità dei consumi. Promuovere il consumo di specie ittiche nel rispetto delle stagioni, in quanto la stagionalità prevede il consumo di prodotti freschi e a miglio zero.

Biodiversità. Salvaguardare le specie ittiche più sfruttate con il consumo di quelle a ciclo biologico breve e, in particolare, quelle cosiddette neglette, catturale con sistemi a basso impatto ambientale e limitare il consumo di pesci, molluschi e crostacei demersali e pelagiche pescati con il sistema dello strascico o con il sistema delle volanti.


BENEFICI SOCIALI 

Cooperazione e inclusione.  Sostenere i modelli alimentari sostenibili per promuove direttamente il consumo di prodotti poco trasformati, includendo quelle realtà economiche marginalizzate per i limiti politici e sociali.

Aspetti identitari. La dieta mediterranea, riconosciuta dall’Unesco patrimonio immateriale dell'umanità, rappresenta il volano economico, basato su una produzione sostenibile, e l’identità locale, in quanto racchiude oltre la sana alimentazione, anche la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali, dei riti, delle tecniche e dei mestieri collegati alla pesca delle comunità del Mediterraneo.
Aspetti salutistici. Scelte alimentari consapevolmente salutistiche. Migliore qualità della vita e prevenzione di malattie metaboliche

BENEFICI ECONOMICI

Valorizzazione commerciale dei prodotti ittici e promozione delle specie ittiche neglette e dei prodotti dell’acquacoltura, per creare nuove domande e ricercare nuovi mercati, attraverso la rivitalizzazione della dieta mediterranea.

Valorizzazione territori.  La diffusione del modello alimentare mediterraneo valorizzerebbe l’offerta agro-eno-gastronomica dei territori, contribuendo alla destagionalizzazione dell’offerta turistica correlata alla stagionalità e al collaterale sviluppo di nuove attività imprenditoriali.

Riduzione della spesa sanitaria.  La scelta della dieta mediterranea e la riduzione delle malattie metaboliche ridurrebbero la spesa sanitaria.


Il dirigente generale dell’Assessorato regionale dell’agricoltura, dello sviluppo rurale e della Pesca Mediterranea, Dario Cartabellotta, ha sottolineato, nel corso dell’intervento, l’importanza che assumono i cibi sani, lavorati tradizionalmente con prodotti naturali e innocui, e non con gli additivi chimici, oggi, in ampio impiego industriale. Tale allarme, si presenta in tutti i prodotti agroalimentari, pescato incluso. E proprio per evitare rischi alimentari, sostiene l’alternativa al pescato, attraverso l’acquacoltura che offre pesce selezionato, controllato e alimentato con sani prodotti. In tal senso, si evita lo sfruttamento del mare, rispettando la stagionalità marittima e l’equilibrio ecologico.

Il Dirigente, Dario Cartabellotta,  è intervenuto nella seconda sessione dal titolo: COLLEGANDO I PAESI MEDITERRANEI:DALL'EXPO 2015 MILANO ALL'EXPO 2020 DUBAI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ. Obiettivo: Promuovere dialoghi sullo sviluppo sostenibile tra i paesi del Mediterraneo delle due Rive, come prosecuzione del dialogo del Cluster Bio-Mediterraneo del Milano expo 2015 verso l'Expo 2020 di Dubai. attraverso la rotta diretta del canale di Suez, per capire meglio anche le opportunità imprenditoriali globali, come nuove sfide per lo sviluppo sostenibile nella regione Mediterranea.

dr. Dario Cartabellotta 
Dirigente Generale Assessorato regionale dell’agricoltura
dello sviluppo rurale e della Pesca Mediterranea






















venerdì 10 maggio 2019

Il Dipartimento Pesca della Regione Siciliana al 2nd World Conference on the Rivitalization of the Mediterranean Diet



Dal 15 al 17 maggio 2019, si svolgerà, a Palermo, la seconda conferenza mondiale della Dieta Mediterranea,  in alcuni dei più prestigiosi siti storici del centro di Palermo e sarà articolata in sessioni plenarie, sessioni parallele, side events e due cene culturali. 
All'evento, parteciperà il Dipartimento Pesca della Regione Siciliana. 
La presenza della Regione Siciliana, rappresenta un’opportunità per accogliere in Sicilia un evento di elevata rilevanza che, indirettamente e direttamente, potrà dare risalto alle produzioni agroalimentari locali e quindi anche ai prodotti ittici, attraverso il progetto SICILIA SEAFOOD, rimanendo in tema di Dieta Mediterranea.



Progetto SICILIA SEAFOOD


É il progetto per la valorizzazione dei prodotti ittici che esprimono qualità, cultura e territorio.

Un brand  che unisce insieme aziende che operano lungo la filiera ittica e sono portatrici di una cultura marinara Mediterranea.
La pesca in Sicilia ha una lunghissima storia ed è stata sempre uno dei settori trainanti dell'economia, innescando nel corso dei secoli un forte legame con il territorio  e tramandando straordinari saperi antropologici e manifatturieri, che sono correlati alle antiche tradizioni gastronomiche.
L’Unione Europea per decenni ha incentivato la rottamazione di barche e pescatori partendo dal teorema “meno pescatori in mare, più salvaguardia delle risorse ittiche”.
Ad oggi, che si importa dall’estero il 70% del pesce che si consuma, con le risorse ittiche in sofferenza a causa dell’inquinamento e del cambiamento climatico e con l’emorragia sociale che ha causato la perdita di decine di migliaia di posti di lavori FINALMENTE si cambia rotta e si vuole incentivare la pesca artigianale e il suo valore aggiunto, la cooperazione internazionale, l’economia del mare e delle aree costiere, il rapporto pesca e turismo, ma soprattutto si punta al valore pedagogico del pescatore e alla sua identità marinara.
Bisogna partire dal Mediterraneo, crocevia antichissimo di popoli, civiltà e culture: da millenni tutto vi confluisce, complicandone e arricchendone la storia: cibo, piante, animali, vetture, merci navi, idee religioni, modi di vivere.
Il volto attuale del Mediterraneo è la somma di spostamenti che un secolo dopo l’altro si sono compiuti.
La terminologia di ambito marinaro e peschereccio ci riporta spesso al lessico del tonno e della tonnara: la parola araba tun, quella spagnola  Atun e il greco-latino Tunnus confermano la centralità di una cultura marinara mediterranea vero punto di forza passato, presente e futuro.
SICILIA SEAFOOD sostiene la biodiversità e valorizza anche le specie ittiche minori, spesso assenti nelle nostre tavole anche se ricche di sostanze nutraceutiche, proteine nobili, omega 3 ed altro..... punti fermi della Dieta Mediterranea, patrimonio dell’UNESCO.
Il valore identitario e nutrizionale del prodotto apre la strada di una serie di progetti di valorizzazione di quel che finisce nelle reti dei nostri pescatori; è necessario caratterizzare e certificare i prodotti perché nel mercato globale l’identità e la carta vincente.


OBIETTIVI

La mission del Dipartimento della Pesca Mediterranea della Regione Siciliana, ovvero, l’insieme degli obiettivi di medio-lungo termine, oltre al miglioramento del reddito dell’impresa della pesca e dell’acquacoltura e di tutti gli operatori che vi lavorano è quella di:
-                Sostenere le imprese della pesca, dell’acquacoltura e della trasformazione mediante azioni di valorizzazione commerciale delle produzioni, finalizzate a creare una nuova domanda e ricercare nuovi mercati per mezzo della rivitalizzazione della dieta mediterranea;
-                Salvaguardare gli equilibri ambientali e l’ittiofauna locale spostando le cattura verso talune specie ittiche attualmente di minore interesse economico, ecologicamente utili con potenzialità di mercato;
-                Favorire l’ammodernamento e l’innovazione tecnologica delle imprese della pesca, dell’acquacoltura e della trasformazione ittica attraverso introduzione di modelli altamente sostenibili basati sulla cosiddetta green e blu economy;
-                Diffondere i contenuti della Politica Comune della Pesca (PCP) e delle norme multilivello da essa discendenti.
Gli aspetti culturali legati alla dieta mediterranea, ai prodotti del mare e alle acque interne rappresentano inoltre gli elementi di una narrazione per uno sviluppo turistico che coinvolga le imprese verso itinerari associati a tale modello alimentare.
Il progetto “Sicilia Seafood”, strettamente connesso a quello del cosiddetto “Turismo Azzurro”, sono gli strumenti messi in moto dal Dipartimento per promuovere la cultura per il mare e per l’ambiente come propulsori di una diversa fruizione delle risorse naturali capace di stimolare una domanda di turismo interessato alla storia, all’ecologia, all’antropologia, eccetera. Un turismo generatore di una domanda di prodotti ittici ottenuti con processi ad alta sostenibilità ambientale pescati, ma anche allevati.
Non è meno importante, infatti, il settore acquicolo che si proietta nel futuro come una delle principali fonti alimentari sostenibili e perfettamente rispondenti ai canoni del presente progetto.
La Conferenza ha anche una rilevante valenza per la crescita della domanda interna di prodotti ittici determinando un potenziale aumento dei prezzi di mercato.
Il programma si propone di promuovere modelli alimentari sostenibili, il dialogo tra popoli più abbienti e quelli meno abbienti delle realtà geografiche prevalentemente impegnate nelle produzioni agricole a basso valore aggiunto, un miglioramento dello stato di salute della popolazione più opulenta, quindi lo sviluppo di nuove forme di business dei settori agricoli e agroalimentari, compresi, la pesca e l’acquacoltura, la ristorazione e il turismo.

 STRATEGIE E FINALITÀ

Le finalità o strategie mirano quindi al sostegno delle imprese del settore ittico, alla salvaguardia degli equilibri ambientali e dell’ittiofauna e all’ammodernamento delle aziende ittiche con l’innovazione tecnologica basata sulla green e blu economy, per determinare benefici ambientali, sociali ed economici di cui ha bisogno l’intero settore dei prodotti ittici.

Le strategie proposte sono:

a)             BENEFICI AMBIENTALI

Razionale impiego delle risorse ittiche. Sostenere il consumo di specie ittiche i cui stock non siano sovrasfruttati favorendo l’uso di sistemi a basso impatto ambientale anche in termini di basso consumo di energia fossile. E, nel caso dei prodotti allevati, sostituire metodi di produzione a elevata impronte ecologica, basata su mangimi ad alta componente vegetale e senza antibiotici, con i sistemi ecocompatibili con basso utilizzo di mezzi tecnici
Stagionalità dei consumi. Promuovere il consumo di specie ittiche nel rispetto delle stagioni e dei relativi aspetti sinecologici, ovvero, delle relazioni tra gli organismi, le loro interazioni e interdipendenza. La stagionalità può infatti ridurre gli impatti ambientali, in special modo se accompagnata dal consumo di prodotti freschi e a miglio zero (food miles).
Biodiversità. Salvaguardare le specie ittiche più sfruttate con il consumo di quelle a ciclo biologico breve e, in particolare, quelle cosiddette neglette, catturale con sistemi a basso impatto ambientale e limitare il consumo di pesci, molluschi e crostacei demersali e pelagiche pescati con il sistema dello strascico o con il sistema delle volanti.

b)             BENEFICI SOCIALI

Cooperazione e inclusione. Sostenere i modelli alimentari sostenibili per promuove direttamente il consumo di prodotti poco trasformati, includendo quelle realtà economiche marginalizzate per i limiti politici e sociali.
Aspetti identitari. La dieta mediterranea come leva per spostare i consumi e per una produzione sostenibile e sana, non è solo un modello alimentare ma un patrimonio culturale rappresentato dalle tradizioni, dalle manifestazioni, dagli usi e costumi che contribuiscono a definirne le identità, motivi per i quali è stata riconosciuta dall’Unesco patrimonio immateriali, o intangibile, dell'umanità che oltre all’alimentazione include anche la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali, dei riti, delle tecniche e dei mestieri collegati alla pesca delle comunità del Mediterraneo.
Aspetti salutistici. L’affermazione dei sistemi alimentari sostenibili basati su scelte più consapevoli e migliori stili di vita possono prevenire lo sviluppo di disturbi metabolici correlati a un insieme di fattori di rischio (sovrappeso e obesità), dalle quali dipende l’incidenza di infarto, ictus, diabete, ma anche l’ipercolesterolemia, l’ipertrigliceridemia, l’ipertensione, la sindrome metabolica, le patologie epatiche, renali e dermatologiche, la cefalea, l’emicrania, le allergie e la cellulite. Il consumo di prodotti ittici può rappresentare una classe di alimenti da tenere in grande considerazione per il valore funzionale degli aminoacidi e acidi grassi che contengono.

c)              BENEFICI ECONOMICI

Valorizzazione commerciale dei prodotti ittici. La riduzione delle possibilità di pesca dovute al calo delle catture delle principali specie bersaglio può essere limitato dallo spostamento degli obiettivi verso prodotti ittici attualmente meno ricercati dal consumatore. Promuovere il consumo delle specie ittiche neglette e dei prodotti dell’acquacoltura può creare una nuova domanda e ricercare nuovi mercati proprio attraverso la rivitalizzazione della dieta mediterranea.
Valorizzazione territori. La diffusione del modello alimentare mediterraneo valorizzerebbe l’offerta agro-eno-gastronomica dei territori, contribuendo alla destagionalizzazione dell’offerta turistica correlata alla stagionalità e al collaterale sviluppo di nuove attività imprenditoriali.
Riduzione della spesa sanitaria. La diffusione di sani modelli alimentari può migliorare lo stato di salute generale della popolazione, che si tradurrebbe in una diminuzione della spesa sanitaria nazionale. Per questo motivo il Coordinamento tecnico-scientifico della 2a Conferenza Mondiale della Dieta Mediterranea collabora anche il Dipartimento regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico dell’Assessorato della Salute.


La Dieta Mediterranea. 

Riconosciuta dall'UNESCO patrimonio culturale immateriale dell'Umanità, accomuna genti, etnie e professioni religiose e politiche differenti, che oggi rischia di essere eroso a causa della globalizzazione, dell’omologazione degli stili di vita con la conseguente perdita di identità, tra cui quella alimentare.
La promozione di sistemi alimentari sostenibili per l'agricoltura e la pesca possono rivitalizzare il modello alimentare mediterraneo e ridiventare la fonte di sostentamento per milioni di agricoltori, pescatori, pastori e comunità dipendenti dalle foreste, dai campi e dal mare.
La partecipazione del Dipartimento al coordinamento tecnico della 2a Conferenza Mondiale della Dieta Mediterranea offre la possibilità di promuovere i prodotti ittici e, in generale, l’agroalimentare siciliano riscattandone il ruolo riconosciuto dall’Unesco alle cosiddette comunità “simbolo” di Italia, Grecia, Portogallo, Spagna, Croazia, Cipro e Marocco. Un patrimonio culturale rappresentato non solo dal loro patrimonio artistico, ma anche dalle tradizioni, dalle manifestazioni, dagli usi e costumi tramandati di generazione in generazione e che contribuiscono a definirne le identità culturali. 
In tal senso, la dieta mediterranea è considerata uno dei patrimoni immateriali, o intangibili, dell'umanità, una sorta di patrimonio vivente che include l’alimentazione, ma anche la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali, dei riti, delle tecniche e dei mestieri collegati alla pesca e all'agricoltura delle comunità del Mediterraneo.

Palermo e la Sicilia, dopo il Cilento e alcuni dei comuni costieri dell’omonimo Parco Nazionale, tra i quali Pioppi, Acciaroli, Pollica, San Mauro, Castellabate, Agnone e Velia, nonché, la città di Soria (Spagna), la località di Koroni (Peloponneso, Grecia), la città fortezza di Chefchaouen (Marocco), il villaggio di Agros (Cipro), la cittadina moresca di Tavira (Portogallo), le isole di Brač e Hvar (Croazia), possono diventare il centro geografico e culturale per rivitalizzare il regime alimentare basato sulla frutta, la verdura, l’olio extravergine d'oliva, i legumi, la pasta e, appunto, il pesce.



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